19 Ottobre 2009
Nessun paese, ricco o povero che sia, può permettersi di trascurare le proprie foreste. Lo ha dichiarato William Jackson, vicedirettore Generale della Iucn – Unione internazionale per la conservazione della natura, nel discorso di apertura del tredicesimo Congresso mondiale per la tutela delle selve e dei boschi, appena inaugurato a Buenos Aires. «Il mondo è attualmente alle prese con le conseguenze a lungo termine che il cambiamento climatico avrà sulla crescita economica, ma anche con le misure necessarie per stabilizzare entro un decennio la concentrazione del gas climalteranti», ha aggiunto Jackson. Le foreste rappresentano la “tecnologia” più efficace e conveniente, nonché immediatamente disponibile, per vincere questa grande sfida. «Se le gestiamo in maniera sostenibile, possiamo iniziare a ridurre le emissioni da subito, mentre le altre tecnologie sono ancora in fase di sviluppo». Una gestione che non può prescindere dalla partecipazione delle comunità autoctone. La progressiva riduzione della quantità e qualità delle superfici forestali, specie ai tropici, sta infatti determinando conseguenze molto gravi sul piano ecologico, sociale ed economico, e il benessere di milioni di persone che dipendono esclusivamente dalle foreste è ormai a rischio. Si tratta di comunità spesso povere e di solito escluse dai tavoli delle conferenze internazionali. Per questo è indispensabile, secondo la Iucn, includerle nei negoziati e garantire loro l'accesso al suolo forestale nonché l'uso di prodotti e servizi derivanti dallo sfruttamento dei boschi. Diritti fondamentali, che hanno anche un'immediata correlazione con l'efficacia delle politiche di salvaguardia ambientale. Il coinvolgimento delle popolazioni che traggono proprio dalle foreste il proprio sostentamento, infatti, è indispensabile per la conservazione delle foreste stesse. «Il cambiamento climatico ha catapultato le foreste all'ordine del giorno internazionale dopo anni passati a languire nei corridoi polverosi delle riunioni delle Nazioni Unite - ha concluso il vicedirettore della Iucn - Dobbiamo cogliere questa occasione per promuovere la gestione sostenibile delle foreste e sviluppare mezzi di sussistenza sostenibili per le persone dalle foreste dipendono».
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