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3.012 Il governo delle risorse naturali per la conservazione e lo sviluppo sostenibile

CONSIDERANDO ‘il governo delle risorse naturali’ come l’insieme di interazioni tra le strutture, i processi e le tradizioni che determinano come esercitare potere e responsabilità, come prendere decisioni, e in che modo i cittadini o altri stakeholders possano avere voce in capitolo nella gestione delle risorse naturali – tra cui la conservazione della biodiversità;

SOTTOLINEANDO che il concetto di ‘buon governo’ implica non solo un’organizzazione chiara, azioni efficaci e trasparenza, ma si basa anche su valori e diritti umani fondamentali, tra cui correttezza, equità, impegno e contributo significativi nel processo decisionale;

PRENDENDO ATTO della stretta dipendenza di conservazione e sviluppo sostenibile dal governo delle risorse naturali, come affermato dal Piano d’Azione del Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile - WSSD (Johannesburg, 2002) - e dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio;

RICONOSCENDO che tutti i tipi di governo delle risorse naturali – tra cui il governo amministrato su diversi livelli, comunitario, co-amminstrato e privato – può essere migliorato per raggiungere una maggiore efficacia ed equità nella conservazione della biodiversità e nella valorizzazione dei mezzi di sostentamento dell’uomo;

CONSIDERANDO il crescente numero di iniziative di conservazione su larga scala, tra cui programmi transfrontalieri ed ecoregionali, in cui la collaborazione deve avvenire in ambito governativo, così come nell’ambito di organizzazioni non-governative, del settore privato e della società civile;

OSSERVANDO che il mondo sta vivendo profondi cambiamenti socio-culturali, tecnologici, demografici e ambientali e che i paesi e la società civile fanno fronte a tali tendenze in parte adottando accordi di governo;

VISTO il ruolo svolto da UICN e dai suoi membri nella promozione del ‘buon governo’ attraverso risoluzioni e iniziative di programma – in particolare politiche e pratiche riguardanti comunità indigene e locali, sistemi di cogestione, conservazione transfrontaliera, efficacia amministrativa, nonché affari, ambiente e commercio;

VISTO il documento distribuito da UICN all’incontro del Comitato Preparatorio del WSSD di Bali, dal titolo UICN e il Governo per lo Sviluppo Sostenibile, e l’importante lavoro di governo svolto da UICN, tra cui il III Forum Mondiale sull’Acqua (Kyoto, 2003);

PRENDENDO ATTO che il Rapporto della Conferenza Internazionale sui Finanziamenti per lo Sviluppo Sostenibile – il Monterrey Consensus (Monterrey, 2002) ha riconosciuto il ‘buon governo’ come “essenziale per lo sviluppo sostenibile”, “necessario per l’efficacia dell’APS” ed “essenziale per una crescita economica sostenuta e per lo sradicamento della povertà...” e che il Piano d’Azione del WSSD considera il ‘buon governo’ “essenziale per lo sviluppo sostenibile”;

RICONOSCENDO inoltre che il Piano d’Azione del WSSD, la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite e il Monterrey Consensus mettono tutti in rilievo l’importanza delle istituzioni democratiche e il ruolo della legislazione;

SOTTOLINEANDO che il Piano d’Azione su cui è stata richiamata l’attenzione durante il V Congresso Mondiale dei Parchi (Durban, 2003) definisce il governo come “centrale per la conservazione delle aree protette a livello mondiale” (Conclusione 8 del Piano d’Azione di Durban), e che il Congresso ha posto l’attenzione su raccomandazioni relative al principio di buon governo, la diversità e i benefici dei diversi tipi di governo;

SOTTOLINEANDO che il Programma di Lavoro per le Aree Protette adottato dalla Decisione VII/28 della VII Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica – CBD (Kuala Lumpur, 2004) comprende un elemento programmatico su “Governo, Partecipazione, Equità e Condivisione dei Benefici” e identifica target concreti relativi alla piena partecipazione di stakeholders nella gestione delle aree protette, migliori pratiche di governo e meccanismi per una giusta condivisione dei benefici derivanti dalla conservazione; e

AFFERMANDO che un migliore governo delle risorse naturali rappresenta una priorità per affrontare le sfide di governo che derivano, tra l’altro, dall’attuazione dell’approccio ecosistemico e dall’approccio paesaggistico alla conservazione, dalla gestione di aree protette transfrontaliere, dall’applicazione di una gestione integrata delle risorse d’acqua, tra cui i bacini fluviali, e dall’attuazione di ciascuno dei principi di governo identificati dal Programma Intersessione di UICN 2005–2008;

Il Congresso Mondiale per la Conservazione della Natura durante la sua 3° Sessione a Bangkok, in Thailandia, 17–25 novembre 2004:

  1. SOLLECITA UICN a mantenere un ruolo dominante per quanto riguarda il governo delle risorse naturali per la conservazione e lo sviluppo sostenibile, tramite le seguenti azioni:
    1. chiarire la natura del governo a diversi livelli e in diversi contesti;
    2. formulare principi e approcci per il ‘buon governo’; e
    3. adottare una dichiarazione di politica su questo tema e difendere il ‘buon governo’ come uno dei principali elementi delle politiche nazionali e internazionali;
  2. RICHIEDE al Direttore Generale di UICN di sviluppare ulteriormente capacità e iniziative specifiche per l’attuazione del Programma di Lavoro per le Aree Protette della Convenzione sulla Diversità Biologica e altre iniziative di governo rilevanti;
  3. RICHIEDE alle Commissioni UICN, nell’ambito dei propri mandati, di coordinare e collaborare tra loro, di lavorare con il Segretario per fornire leadership e sostegno nel portare avanti il ‘buon governo’ delle risorse naturali per la conservazione e lo sviluppo sostenibile, e nel formulare e attuare specifiche iniziative sul governo stesso;
  4. RICHIEDE alla Commissione UICN sulle Politiche Ambientali, Economiche e Sociali di agire, nell’ambito degli obiettivi del proprio mandato, come promotore principale e coordinatore per:
    1. portare avanti l’analisi dei tipi e qualità di governo, ponendo enfasi sul coinvolgimento degli stakeholders, sui processi di decentralizzazione, sulle Aree Comunitarie di Conservazione e sulla conservazione transfrontaliera;
    2. sviluppare e diffondere consigli sulle pratiche ottimali per il governo delle risorse naturali (tra l’altro, relativamente ai diritti umani, alla condivisione dei benefici, all’uguaglianza di genere e ai conflitti uomo-fauna selvatica); e
    3. promuovere e sostenere iniziative che accrescano la capacità di migliorare il governo, in particolare tramite azioni partecipative, ricerca, valutazione partecipativa, e apprendimento reciproco tra istituzioni e iniziative di settore impegnate in simili sforzi;
  5. RICHIEDE alla Commissione UICN sulla Legislazione Ambientale, nell’ambito degli obiettivi del proprio mandato, di promuovere il buon governo nell’applicazione dei trattati che sono il fulcro del Programma di Legislazione Ambientale, tra cui:
    1. Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Flora e Fauna Selvatiche Minacciate di Estinzione (CITES);
    2. Convenzione sulle Zone Umide di Importanza Internazionale (Convenzione Ramsar);
    3. Convenzione sul Patrimonio Mondiale dell’Umanità;
    4. Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS);
    5. Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) e il Protocollo di Cartagine; e
    6. UN/ECE Convenzione sull’Accesso alle Informazioni, la Partecipazione Pubblica ai Processi Decisionali e l’Accesso alla Giustizia in Materia Ambientale; infine
  6. RICHIEDE alla Commissione UICN per le Aree Protette, attraverso il perfezionamento della sua guida sulle Categorie di Gestione delle Aree Protette e in altri modi che fanno parte del suo mandato, di:
    1. riconoscere la legittimità di una diversità di approcci di governo per le aree protette, che sono in grado di raggiungere l’obiettivo della conservazione e altri;
    2. suggerire meccanismi di governo che aiutino a integrare le aree protette nel paesaggio terrestre e marino circostante e che sostengano la cooperazione transfrontaliera;
    3. esaminare le esigenze speciali di governo delle aree protette marine e costiere, in particolare di quelle situate fuori dalla giurisdizione nazionale; e
    4. offrire suggerimenti al Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) World Conservation Monitoring Centre per informazioni più complete relative ai tipi di governo nel Database Mondiale delle Aree Protette e nella Lista delle Aree Protette delle Nazioni Unite.

Il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste della Turchia ha fornito la seguente dichiarazione:

La Turchia non partecipa alla Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS). La Turchia è contraria a qualsiasi riferimento relativo alla suddetta convenzione.

Il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti ha fornito la seguente dichiarazione:

I membri dello stato e delle agenzie degli Stati Uniti si sono astenuti dal votare su questa mozione.