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3.039 Partnership Montagne del Mediterraneo

CONSTATANDO che le catene mountuose del Mediterraneo si estendono su una superficie di circa 1.7 milioni di chilometri quadrati, corrispondenti al 21% della superficie totale di tutti i Paesi interessati, e che ospitano 66 milioni di abitanti, il 16% della popolazione totale della regione;

CONSAPEVOLI del ruolo fondamentale che i sistemi montuosi hanno avuto nel corso dei secoli – e continuano ad avere oggi – nell’assicurare le risorse necessarie per lo sviluppo delle aree costiere e dei loro insediamenti;

RICONOSCENDO l’influenza diretta esercitata dalle montagne sulle zone urbane pianeggianti e costiere, dove abita dal 60 all’80% della popolazione dei Paesi del Mediterraneo, in particolare per quanto riguarda la stabilità dei cicli idrogeologici e la quantità, qualità e disponibilità di risorse d’acqua;

RICONOSCENDO che al giorno d’oggi la maggior parte della dotazione di acqua dolce pulita e dei rifornimenti di legname, prodotti agricoli e bestiame per le città costiere dei Paesi del Mediterraneo in Europa, Medio Oriente e Nord Africa viene dalle montagne;

CONSIDERATO che la regione biogeografica del Mediterraneo è una delle più ricche al mondo in biodiversità e allo stesso tempo una delle più minacciate dalla desertificazione, dai cambiamenti climatici e da altri processi di trasformazione della terra, e che le più alte concentrazioni di biodiversità e specie endemiche si trovano nelle zone montuose;

CONSTATANDO che numerose aree di grande valore per la loro biodiversità sono situate nel contesto geografico delle montagne del Mediterraneo, come molte aree importanti dal punto di vista ornitologico (Important Bird Areas) e aree importanti dal punto di vista della vegetazione (Important Plant Areas);

RICONOSCENDO che la ricca biodiversità dell’area mediterranea è strettamente legata alla diversità del paesaggio derivante dalla millenaria interazione tra le condizioni ambientali e le culture e identità umane, e ne è in gran parte il prodotto;

CONSTATANDO che le aree protette presenti nel bacino del Mediterraneo si trovano prevalentemente nelle aree montuose;

CONSIDERATI i diversi sistemi di aree protette che si trovano sulle montagne del Mediterraneo (Alpi, Appennini, Cordigliera catalana litoranea e pre-litoranea, Sierra Morena, Dinaridi, Atlante, Taurus, ecc.) e che, se coordinati in modo adeguato, possono promuovere la sostenibilità dei vasti sistemi territoriali e ambientali di cui fanno parte;

CONSIDERATO che l’obiettivo di conservare il patrimonio di diversità biologica, in particolare quello delle montagne del Mediterraneo, è strettamente collegato alle strategie per lo sviluppo locale e per il potenziamento della protezione di cultura e paesaggio;

VISTO il Capitolo 13, Gestione degli Ecosistemi Fragili: Sviluppo Sostenibile della Montagna, dell’Agenda 21 della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED, Rio de Janeiro, 1992), che invita tutti i Paesi interessati da aree montuose a rafforzare la propria capacità nazionale di sviluppo sostenibile della montagna e a preparare piani d’azione a lungo termine per queste aree;

CONSIDERATO il lavoro che sta svolgendo il Gruppo della Montagna della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD);

VISTA la Raccomandazione V.6 formulata dal V Congresso Mondiale sui Parchi (Durban, 2003), Promuovere le Aree Protette Montane come contributo fondamentale per lo Sviluppo Sostenibile della Montagna;

VISTA la Convenzione per la Protezione del Mediterraneo contro l’Inquinamento adottata a Barcellona nel 1976, e considerato che le politiche di gestione delle aree montane possono fornire un contributo importante alla sua applicazione, affrontando a monte i problemi e le questioni fondamentali che riguardano le foci dei fiumi, le zone costiere e marittime;

VISTI i documenti finali del Vertice Mondiale della Montagna di Bishkek e del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg, tenutisi entrambi nel 2002, che insistono sull’invito all’azione e alla definizione di azioni prioritarie per lo sviluppo sostenibile nelle zone montuose;

CONSIDERATI gli attuali sviluppi dell’attività conservativa nel Mediterraneo, come la Convenzione sulla Protezione dei Pirenei, la Convenzione sulla Protezione delle Alpi, e altri ‘progetti di sistema’ basati sulle aree protette e riguardanti:

  1. la Cordigliera catalana litoranea e pre-litoranea;
  2. la Sierra Morena in Andalusia; e
  3. Appennino Parco d’Europa (APE);

VISTA la Dichiarazione di Napoli approvata durante la Conferenza dei Membri UICN dei Paesi del Mediterraneo nel giugno 2004, che sollecita UICN e tutti i Paesi del Mediterraneo a coordinare le proprie azioni con il fine di promuovere piani strategici per la conservazione dei più significativi sistemi ambientali mediterranei, quali le aree montuose, i grandi bacini imbriferi, i sistemi costieri marini, le isole e il mare aperto;

CONSTATANDO l’assenza per le montagne del Mediterraneo di politiche ambientali specifiche che promuovano lo sviluppo sostenibile di investimenti per l’accesso ai servizi base (in particolare, educazione e servizio sanitario) e per la creazione di nuove opportunità di lavoro basate sulla promozione del patrimonio di risorse naturali, paesaggistiche e culturali; e

CONSIDERATA l’importanza che può assumere la partnership Montagne del Mediterraneo nella promozione di politiche di cooperazione e nella condivisione di responsabilità tra le istituzioni nazionali e regionali, e di rapporti di amicizia e affetto fraterno tra comunità e popolazioni ancora coinvolte in conflitti nazionali, culturali e religiosi;

Il Congresso Mondiale per la Conservazione della Natura durante la sua 3° Sessione a Bangkok, in Thailandia, 17–25 novembre 2004:

  1. INVITA le istituzioni nazionali, regionali e locali a promuovere piani d’azione nazionali e, dove opportuno, transnazionali per ciasuna delle più importanti catene montuose del Mediterraneo, ai fini della conservazione e dell’aumento della loro richezza in termini di diversità biologica, paesaggistica e culturale;
  2. RICHIEDE che questi piani d’azione consentano alle aree protette di esercitare un ruolo importante nell’attuazione di azioni e politiche che favoriscano lo sviluppo sostenibile dei sistemi territoriali e ambientali in cui si trovano;
  3. SOLLECITA istituzioni e comunità locali a reagire in modo proattivo, grazie a questi piani d’azione, nella promozione e attuazione di azioni e a rafforzare la propria capacità di prendere iniziative territoriali integrate e coordinate;
  4. RICHIEDE che questi piani d’azione:
    1. rappresentino un’opportunità per coordinare, integrare, attuare, applicare e sperimentare le misure stabilite da progetti e iniziative a livello nazionale e internazionale per la protezione e la gestione delle risorse, dei paesaggi, e del patrimonio comune delle montagne del Mediterraneo; e che
    2. vengano riconosciuti come basi politiche e istituzionali per una cooperazione tra le istituzioni nazionali, regionali e locali, stakeholders ed enti gestori delle aree protette;
  5. SOLLECITA i governi del Mediterraneo ad accordarsi per lavorare a una partnership per le montagne del Mediterraneo, che comprenderebbe l’organizzazione di un forum da tenersi prima del prossimo Congresso Mondiale per la Conservazione della Natura di UICN; infine
  6. RICHIEDE al Direttore Generale di UICN di promuovere e facilitare la creazione di una partnership tra tutte le parti interessate, in modo da attuare le suddette azioni.

Lo Stato membro della Svezia non ha votato su questa mozione, come stabilito nella dichiarazione generale del Governo Svedese sull’adozione di mozioni (vedi pagina x).

Il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti ha fornito la seguente dichiarazione:

Gli stati e i membri di agenzie degli Stati Uniti non si sono impegnati in deliberazioni su questa mozione né hanno preso posizione sulla mozione stessa, come stabilito nella Dichiarazione Generale degli Stati Uniti sulle Risoluzioni adottate da UICN.