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3.065 Un approccio paesaggistico alla conservazione

CONSIDERATA la conclusione del V Congresso Mondiale dei Parchi di UICN (Durban, 2003) riguardante l’importanza di un sistema globale di aree protette legato ai paesaggi terrestri e marini circostanti, e considerato il ruolo fondamentale di politiche e piani per il paesaggio terrestre e marino come mezzi per diffondere i benefici delle aree protette oltre i loro confini;

CONSAPEVOLI delle misure adottate dalla Convenzione sulla Diversità Biologica, dalla Convenzione sulle Zone Umide Ramsar, dalla Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie, nonché dalla Rete Mondiale di Riserve della Biosfera UNESCO-MAB a favore di un Approccio Ecosistemico e dei mezzi per proteggere la biodiversità in paesaggi terrestri e marini più estesi;

CONSTATANDO che, nonostante la rete globale di aree protette abbia già raggiunto la notevole percentuale dell’11,5 dell’intera superficie terrestre, la maggior parte della biodiversità esistente al mondo vive fuori dalle aree protette e dipende da una efficace connettività biologica e dall’esistenza di una rete ecologica;

RICONOSCENDO che l’approccio paesaggistico implica misure per proteggere e valorizzare maggiormente la diversità biologica e culturale di intere aree terrestri e marine, come dimostrato da iniziative quali il Progetto APE (Appennino Parco d’Europa) in Italia, i Parchi Regionali in Francia, i Parchi Nazionali nel Regno Unito e le Riserve della Biosfera in Spagna;

CONSTATANDO che molte di queste iniziative implicano l’uso della Categoria di Gestione V UICN sulle aree protette (Paesaggi Protetti);

CONSTATANDO inoltre che l’approccio paesaggistico può aiutare a recuperare la relazione tra popolazione e luoghi per rafforzare culture e identità locali e per accrescere la consapevolezza e la capacità delle comunità locali di gestire le proprie risorse naturali e conservare il proprio patrimonio naturale e culturale;

SOTTOLINEANDO che c’è ancora molto da apprendere sulla relazione tra la diversità biologica e culturale nei paesaggi terrestri e marini, in particolare per quanto riguarda la mobilità e altre forme d’uso delle risorse che valorizzano la biodiversità attraverso la connettività biologica, e la vita e la cultura dell’uomo attraverso la connettività sociale;

VISTA la Convenzione Europea sul Paesaggio del Consiglio d’Europa (Firenze, 2000), nella quale si afferma che “il paesaggio deve essere riconosciuto come componente essenziale del contesto di via delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”;

CONSIDERATO che l’applicazione dei principi della Convenzione dipende da efficaci ed eque forme di amministrazione a livello paesaggistico e da forti legami tra l’area protetta e le politche paesaggistiche, e che può promuovere nuove forme di alleanza tra popolazione e natura; e

RICONOSCENDO che tali alleanze sono cruciali in tutte le regioni del mondo e in luoghi, in Europa e nel Mediterraneo, dove la biodiversità dipende da lunghi e complessi processi di interazione dell’uomo con la natura, e dove può essere dimostrato che la diversità del paesaggio terrestre e marino riflette uno stretto intreccio di valori naturali e culturali;

Il Congresso Mondiale per la Conservazione della Natura durante la sua 3° Sessione a Bangkok, in Thailandia, 17–25 novembre 2004:

  1. INVITA i membri UICN, i governi nazionali e regionali e la società civile in generale a sviluppare sistemi di amministrazione innovativi e programmi strategici che promuovano l’integrazione delle aree protette nei paesaggi in cui si trovano, che rafforzino la cooperazione transfrontaliera, accrescano l’impegno delle comunità interessate e promuovano la conservazione della diversità biologica e culturale;
  2. ESORTA le parti interessate ad aderire alla Convenzione Europea sul Paesaggio e a dimostrare la sua attuazione effettiva nelle aree protette e nei loro contesti regionali, integrando la conservazione della natura con la valorizzazione effettiva dei paesaggi terrestri e marini;
  3. SOLLECITA UICN a esercitare un ruolo molto più attivo nell’aiutare i membri UICN a ricavare pieno beneficio dall’approccio paesaggistico, attraverso i seguenti punti:
    1. chiarire e articolare cosa implica l’approccio paesaggistico e sviluppare/diffondere esempi di politiche, piani, metodi e strumenti pertinenti;
    2. promuovere scambi di esperienze e contatti tra i membri UICN e i partner che hanno sviluppato e attuato politiche e pratiche ispirate all’approccio paesaggistico;
    3. esaminare le lezioni apprese, che rappresentano un potenziale di miglioramento, in particolare nel caso di paesaggi terrestri e marini di cruciale importanza per la conservazione della biodiversità e per la sostenibilità;
    4. adottare una dichiarazione formale sull’approccio paesaggistico, che includa consigli relativi a meccanismi di amministrazione per l’integrazione delle aree protette e di altre forme di conservazione nel paesaggio terrestre e marino; e
    5. richiamare l’approccio nelle politiche nazionali e internazionali, sostenendo la cooperazione transfrontaliera e promuovendo lo sviluppo di strutture di supporto a livello nazionale e internazionale; infine
  4. RICHIEDE al Direttore Generale di UICN di promuovere funzioni di Segretariato e specifiche iniziative d’appoggio in relazione a quanto detto sopra, in associazione con la Commissione UICN per la Gestione dell’Ecosistema, la Commissione UICN sulle Politiche Ambientali, Economiche e Sociali, e la Commissione Mondiale UICN per le Aree Protette.

Il Ministero degli Esteri del Giappone ha fornito la seguente dichiarazione:

Le aree protette dovrebbero essere istituite su basi scientifiche e dopo aver considerato attentamente la loro necessità in tutti i settori e stakeholders rilevanti.