| Napoli,
19-22 Giugno 2004
I membri IUCN dei paesi del Mediterraneo
rilevano come:
la regione mediterranea, per la sua particolare
conformazione geomorfologica e la sua storia, è uno
dei luoghi al mondo con la più alta
diversità biologica, paesaggistica
e con endemismi ed ecosistemi unici;
il bacino del Mediterraneo, nell’arco
di migliaia di anni, ha costituito la matrice
per lo sviluppo di grandi civiltà rappresentative
di alcuni degli esempi più straordinari
della cultura umana di ogni tempo;
la regione mediterranea è un luogo
di massima rilevanza nella biodiversità mondiale
caratterizzato da una consistente influenza
delle attività di agricoltura, pesca
e turismo, su storia, economia e paesaggio
nonché da aree protette di dimensioni
relativamente piccole con forti interazioni
con le comunità locali;
le relazioni storico culturali esistenti
fra i diversi paesi rivieraschi abbiano
portato alla formazione di un substrato
culturale condiviso tra i popoli e ad un
forte senso di identità e solidarietà intorno
ad un mare comune;
Riconoscendo:
- che il Centro di Cooperazione Mediterranea
dell’IUCN ha svolto un ruolo importante
nella costruzione di legami cooperativi
e di scambi programmatici nella regione
mediterranea, anche grazie al supporto
di base del Ministero dell’Ambiente
spagnolo ed all’autorità regionale
dell’Andalusia;
- che un consistente numero di attività nazionali
ed internazionali sono state recentemente
poste in essere allo scopo di favorire
una visione onnicomprensiva della conservazione
delle risorse naturali del Mediterraneo;
- l’impulso dato all’incremento
del numero delle aree protette nella regione
mediterranea, nonché il significativo
sviluppo di soluzioni gestionali innovative;
- l’esistenza, nel Mediterraneo, tra
la maggior parte dei paesi, di tematiche
comuni volte alla conservazione ed allo
sviluppo socio economico, malgrado ancora
esistano significative disparità sulle
sue rive in termini di prodotto interno
lordo e di percentuale della superfici
protette nazionali;
- l’importanza del mantenimento del
paesaggio culturale agrario e delle varietà di
razze domestiche e di pratiche, sia agricole,
sia di allevamento tradizionali;
- che nonostante gli sforzi effettuati
l’attuale
degrado degli ecosistemi mediterranei
e la conseguente minaccia alle risorse
naturali,
biologiche e culturali in essi contenuti,
risultano ancora preoccupanti;
- l’importante ruolo degli ecosistemi
e delle culture del Mediterraneo nel conseguimento
dell’obiettivo CBD del 2010 e degli
obiettivi di sviluppo del millennio;
I partecipanti
- Sollecitano tutti i paesi del Mediterraneo
e l’IUCN a coordinare le proprie
azioni con il fine di promuovere piani
strategici per la conservazione dei più significativi
sistemi ambientali mediterranei, quali
le aree montuose, i grandi bacini imbriferi,
i sistemi costieri marini, le isole
e il mare aperto;
- Sollecitano tutti i paesi del Mediterraneo
e l’IUCN ad incrementare la cooperazione
fra gli stati e le organizzazioni, al fine
di realizzare un sistema di aree protette
che sia rappresentativo degli ecosistemi
marini e terrestri del Mediterraneo ed
eficacemente gestito, tenendo anche conto,
dove appropriato, della Dichiarazione di
Malibu’ sugli ecosistemi di tipo
mediterraneo;
- Esortano i gestori di aree protette
a promuovere la valorizzazione economica
e l’uso
sotenibile dei prodotti e dei servizi
delle aree stesse;
- Si impegnano a scambiare informazioni,
esperienze ed expertise, ed a lavorare
insieme, in ambiti quali la gestione
delle aree protette, degli ecosistemi
e delle
specie, la risoluzione dei conflitti
e il dialogo con gli stakeholder, il
trasferimento
di tecnologie e l’accesso alle risorse
genetiche, nonchè a promuovere iniziative
concrete per la ricerca, il monitoraggio
ed attività mirate alla capacity
building;
- Sostengono le indicazioni della Convenzione
sulla Diversità Biologica nell’attuare
strategie per la tutela dei saperi
tradizionali e per la loro integrazione
nelle politiche
di conservazione e di gestione delle
risorse naturali;
- Si impegnano a facilitare la collaborazione
fra aree protette e organizzazioni
internazionali che operano nel Mediterraneo,
quali l’IUCN,
l’UNEP (specialmente il RAC/SPA),
compresi i vari network nazionali ed
internazionali (quali EUROPARC, Federparchi
etc.) per
assicurare il giusto ruolo alle aree
protette del Mediterraneo nelle politiche
ambientali
e nei forum internazionali;
- Promuovono la valorizzazione di progetti
esistenti per aumentare il potenziale “sistemico” delle
aree protette e incentivare la creazione
di reti ecologiche in terra e in mare,
attraverso approcci innovativi come
i processi di conservazione eco-regionale;
- Incoraggiano tutti i gestori delle
aree protette Mediterranee a stringere
relazioni
con le comunità locali e ad assicurare
che le aree protette siano viste come un’opportunità per
una migliore qualità della vita
e per la promozione di meccanismi di
sviluppo locale sostenibile, incrementando
la diffusione
delle informazioni e la sensibilizzazione
pubblica;
Richiedono maggiore impegno nell’attuazione:
- della Convenzione sulla Diversità Biologica
facilitando l’implementazione
del programma di lavoro sulle aree
protette,
l’applicazione dell’approccio
ecosistemico, delle linee guida sulle
specie aliene invasive, del programma
di lavoro
sulle foreste, della Strategia Globale
per la Conservazione delle Piante,
dei principi sull’uso sostenibile
della biodiversità, delle
linee guida volontarie sul turismo
sostenibile e delle
linee guida di Bonn sull’ABS;
- della Convenzione di Ramsar ed il
programma MedWet, facilitando l’integrazione
delle politiche per la gestione sostenibile
dell’agricoltura, delle riserve di
acqua dolce e della diversità biologica;
- della Convenzione di Barcellona,
esortando gli stati che non lo abbiano
ancora fatto
a ratificarne i protocolli, soprattutto
quelli riguardanti la sicurezza della
navigazione, le Specially Protected
Areas ed il Piano
d’Azione Strategico sulla Biodiversità (SAP-BIO),
facilitandone l’implementazione;
- della Convenzione contro la Desertificazione,
attraverso l’identificazione
delle migliori pratiche per la gestione
dei territori
aridi e semi aridi e del ruolo delle
conoscenze traditionali e dei sistemi
di aree protette
nella gestione delle acque dolci;
- della Convenzione di Bonn e dei suoi
accordi specifici.
I membri partecipanti inoltre:
- sollecitano i gestori delle aree
naturali protette a migliorare i processi
di governace
affinché nelle decisioni e nelle
azioni venga garantita trasparenza ed efficienza,
partecipazione ed equità, favorendo
l’accesso alle informazioni e promuovendo
lo sviluppo di iniziative di sostegno alle
comunità locali.
- Sostengono l’Intersessional Plan
2005 – 2008 del Centro IUCN per la
Cooperazione nel Mediterraneo e l’iniziativa
IUCN Countdown 2010;
- Richiedono all’IUCN di lavorare con
i membri ed i partner regionali appropriati
per assicurare una vasta distribuzione
delle conclusioni e degli orientamenti
derivanti dalla riunione sulle aree protette
nel contesto Mediterraneo, svoltasi a Murcia,
e dal V Congresso Mondiale dei Parchi di
Durban, e richiedono di facilitare il processo
di sviluppo di piani di conservazione delle
specie di interesse regionale ed il processo
per l’identificazione di una strategia
per le specie aliene invasive a livello
del Mediterraneo, tenendo in conto la Strategia
Pan Europea sulle Specie Alloctone Invasive,
sviluppata nell’ambito della
Convenzione di Berna;
- Sostengono la costituzione di una
associazione delle Aree Protette del
Mediterraneo
e, laddove appropriato, di associazioni nazionali;
- Salutano con favore l’iniziativa
italiana del Ministero dell’Ambiente
e della Tutela del Territorio di condividere
la sua consolidata esperienza nel settore
della gestione delle aree protette, fra
l’altro ospitando questa riunione
dei membri dell’IUCN e ospitando
il primo Ad-Hoc Open Ended Meeting sulle
aree protette, nell’ambito della
Convenzione sulla Diversità Biologica,
che avrà luogo in Italia nell’aprile
del 2005;
- Riconoscono l’importanza di assicurare
una presenza di alto profilo tecnico e
politico a tale Open Ended sulle aree protette
e invitano l’IUCN ad organizzare
una riunione preparatoria degli stakeholders
delle aree protette mediterranee.
I partecipanti riconoscono infine
che gli intenti espressi in
questa dichiarazione
si potranno realizzare solo
in un clima di solidarietà e di
pace. |