AREALE DI NIDIFICAZIONE


Sistematica

Ordine: Falconiformi (Falconiformes)
Sottordine: Falconi (Falcones)
Famiglia: Falconidi (Falconidae)
Sottospecie italiana:
- Falco biarmicus feldeggii Schlegel, 1843

Geonemia

Specie politipica diffusa nell’Europa sud-orientale, in Medioriente e nella Regione Etiopica con l’esclusione dell’Africa occidentale. Vengono generalmente riconosciute 4 sottospecie; di queste la sola presente in Europa ed in Italia è Falco biarmicus feldeggii. L’areale italiano si estende dall’Appennino modenese alla Sicilia; la specie manca in Sardegna e nelle isole minori.

Origine e consistenza delle popolazioni italiane

La popolazione dell’Italia peninsulare occupa l’estremo limite settentrionale dell’areale mondiale della specie e ciò determina fluttuazioni nella sua dinamica, che possono essere considerate fisiologiche. In Sicilia, ove è presente oltre la metà dell’intera popolazione italiana, le caratteristiche demografiche sembrano improntate ad una maggiore stabilità. Stime recenti della consistenza a livello nazionale indicano valori compresi tra le 170 e le 200 coppie nidificanti. Tali valori tuttavia, vista la relativa elusività della specie e la mancanza di una rete omogenea di rilevatori, devono essere considerati con molta cautela.

Fenologia stagionale

Specie nidificante residente. La frazione adulta della popolazione risulta fortemente sedentaria, mentre i giovani possono compiere movimenti erratici e dispersivi più o meno rilevanti. Il fenomeno di un flusso importante d’individui (soprattutto in abito giovanile) nelle pianure pugliesi durante i mesi invernali, testimoniato nei primi decenni del ’900 da numerose catture, si è da tempo interrotto. La fenologia della riproduzione è caratterizzata da una forte variabilità, che sembra indipendente dalla latitudine. La deposizione avviene tra la fine di gennaio e la fine di marzo e l’involo tra l’inizio d’aprile e l’inizio di giugno. Le uova, in genere 3-4, vengono incubate per 28-35 giorni ed il periodo che intercorre tra la schiusa e l’involo dei giovani è di 44-46 giorni. Gli adulti compiono una muta annuale completa in periodo postriproduttivo, da maggio ad ottobre.

Habitat

In Italia il Lanario nidifica su pareti rocciose non costiere, anche di modeste dimensioni e spesso con substrato di gesso o di materiale sabbioso e friabile. Il nido è posto sia in anfratti e cenge, sia in vecchi nidi di altri uccelli (Corvo imperiale, Poiana, ecc.). In rarissime occasioni sono state osservate nidificazioni su albero. I nidi non si trovano quasi mai al di sopra dei 1.000 m s.l.m. e preferibilmente tra i 50 ed i 700 m. Durante le attività di caccia frequenta territori collinari aperti, in particolare praterie xeriche ed ambienti steppici.

Conservazione

In Europa il Lanario è considerato una specie globalmente minacciata (SPEC 3: in pericolo). L’Italia ospita circa il 70% della popolazione europea e, pertanto, può giocare un ruolo chiave nella sua conservazione. I fattori che limitano la dinamica delle popolazioni italiane sono assai poco studiati; il ritmo di occupazione dei siti di nidificazione e, almeno in parte, il successo riproduttivo, potrebbero essere influenzati da fattori climatici e dalla competizione con altre specie con nicchia parzialmente sovrapposta (Pellegrino). Anche l’evoluzione dell’uso del suolo da parte dell’uomo, con la contrazione della pastorizia e dell’agricoltura estensiva ed il conseguente incremento delle superfici boscate, potrebbe influenzare in futuro lo stato di conservazione della specie. Un attento monitoraggio delle popolazioni locali e lo studio dei fattori che ne regolano la dinamica rappresentano in ogni caso premesse indispensabili perché possa essere attivata un’efficace politica di conservazione.

Silvano Toso