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Il diario della biodiversità

27 Maggio 2005

Castagni, faggi, piante di erica, pruni, maggiociondoli e abeti rossi
Monitorati per tracciare la mappa della primavera


Tredici castagni, cinque piante di erica, ventisei faggi, quattro meli selvatici, cinque alberi di maggiociondolo, ventiquattro ciliegi, venticinque pruni selvatici, quattro abeti rossi, quindici sambuchi e venticinque ginestre. Questi sono i numeri delle specie vegetali monitorate all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e dell’Appennino Tosco-Emiliano per tracciare la Mappa della Primavera, un’iniziativa realizzata da Federparchi, Legambiente e Coldiretti con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, finalizzata a raccogliere informazioni sulle variazioni del clima attraverso il dove e quando della fioritura delle piante. I primi dati per misurare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’andamento delle stagioni e sulla biodiversità sono stati presentati a Roma a Park Life.
L’Italia, con  57.468 specie animali – oltre un terzo della fauna europea - e 5.599 specie vegetali - circa la metà della flora europea - possiede un patrimonio di biodiversità tra i più significativi del continente, concentrato in gran parte all’interno delle aree protette. E dunque è tra i Paesi che più deve tenere d’occhio gli effetti che i cambiamenti climatici possono provocare sulle specie viventi. L’allarme arriva in occasione della Giornale mondiale della biodiversità, proclamata il 22 maggio dall’Unep (Programma Ambientale delle Nazioni Unite) per far crescere la consapevolezza sulla conservazione della biodiversità, sull’uso sostenibile delle sue componenti e sulla giusta ripartizione dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche. Attraverso le Mappe della primavera, cartine che segnaleranno data e località delle fioriture, sarà possibile comprendere meglio come cambia il tempo, visto che la primavera è un’importantissima “prova biologica” del clima e dei suoi effetti sulle piante. L’iniziativa fa parte della campagna della Iucn (the World Conservation Union) “Countdown 2010”, che raccoglie e promuove le attività che hanno l’obiettivo di arrestare il declino di biodiversità entro il 2010. Le aree dove saranno monitorate le fioriture sono individuate all’interno di Parchi nazionali, regionali, riserve naturali. “La Mappa della primavera – ha sottolineato Antonio Nicoletti, coordinatore nazionale aree protette di Legambiente – viene proposta in un momento in cui è predominante la consapevolezza di un’emergenza globale dovuta agli effetti provocati dai cambiamenti climatici, molti dei quali ricadranno sul nostro patrimonio di biodiversità, che è uno dei più ricchi al mondo. È evidente dunque la necessità di realizzare iniziative che possono aiutare e capire meglio questi fenomeni”.