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Monachus monachus


Non ApplicabileDDMinor PreoccupazioneQuasi MinacciataVulnerabileIn PericoloIn Pericolo CriticoEstinta nella RegioneEstinta in Ambiente SelvaticoEstinta

Tassonomia

RegnoPhylumClasseOrdineFamiglia
ANIMALIACHORDATAMAMMALIACARNIVORAPHOCIDAE

Nome scientificoMonachus monachus
Descrittore(Hermann, 1779)
Nome comuneFoca monaca

Informazioni sulla valutazione

Categoria e criteri
della Lista Rossa
Carente di Dati (DD)
Anno di pubblicazione 2013
AutoriGiulia Mo
RevisoriUZI, Atit
CompilatoriCarlo Rondinini, Alessia Battistoni, Valentina Peronace, Corrado Teofili
RazionaleLa specie è classificata Carente di Informazioni (DD) in quanto gli avvistamenti registrati dal 1998 al 2010 non sono sufficienti per la valutazione di un trend di popolazione o a considerarla come una specie con una popolazione residente in l'Italia. Tuttavia, sono sufficienti per reputare la specie potenzialmente a rischio di estinzione e stabilire l'assoluta priorità di ricerca e di monitoraggio.

Areale Geografico

DistribuzioneFino alla metà del secolo scorso la specie era regolarmente presente lungo le coste continentali italiane, della Sicilia, della Sardegna e delle isole minori. Successivamente si assiste ad una graduale riduzione nella distribuzione geografica della specie, ridotta ad alcuni tratti meno antropizzati delle coste rocciose della Sardegna, della Sicilia, e di alcune isole minori. Le ultime notizie di attività riproduttive risalgono all'inizio degli anni 80 lungo le coste centrorientali ed occidentali della Sardegna, un fattore che, assieme alla complessiva riduzione degli avvistamenti, ha portato a considerare la scomparsa della specie intesa come una popolazione stabilmente residente (Ardizzone et al. 1992). In quest'ottica, gli avvistamenti di esemplari singoli registrati dagli anni 90 in poi è stata spesso attribuita ad esemplari solitari ed erranti di origine incerta (Aguilar 1999). Dal 1998 ad oggi, gli avvistamenti, filtrati secondo una specifica procedura di validazione, sono stati registrati lungo le coste della Puglia fino alla Calabria Ionica, della Sicilia, della Sardegna, delle Isole Pontine, dell'Arcipelago Toscano (Giglio) e della costa Ligure. Le ripetute segnalazioni su più anni nelle isole minori della Sicilia occidentale (Isole Egadi e Pantelleria) e nella Sardegna settentrionale suggeriscono che la frequentazione di queste località non sia del tutto casuale ma che possa rappresentare una frequentazione più o meno regolare di ampi areali comprendenti le suddette località (Mo et al. 2007, Mo 2011).

Popolazione

PopolazioneNon si hanno informazioni riguardo all'effettiva presenza di una popolazione, ma la ricognizione degli avvistamenti verificatisi dal 1998 al 2010 annovera 84 segnalazioni, di cui 51 validate e riguardanti 38 distinti eventi. Le stime delle dimensioni degli esemplari osservati durante gli avvistamenti, così come l'analisi della documentazione fotografica disponibile indicano che gli avvistamenti comprendono sia esemplari di taglia giovanile sia subadulta/adulta. Gli esemplari avvistati potrebbero essere individui originari di colonie situate in paesi limitrofi all'Italia ed in fase di dispersione oppure appartenenti a resti di colonie una volta residenti in località italiane. Non si può escludere la frequentazione di altri esemplari in luoghi remoti e meno accessibili del paese (Mo 2011).
Tendenza della popolazioneUnknown

Habitat ed Ecologia

Habitat ed EcologiaLa Foca monaca trascorre la maggior parte della sua vita in mare, tuttavia, come tutti i focidi, necessita di sostare a terra per adempiere a specifiche funzioni, come la muta del pelo, il riposo, il parto e l'allattamento del cucciolo. L'habitat costiero terrestre è costituito prevalentemente da grotte marine con aperture medio - infralitorali, con una zona interna emersa e ben protetta dal moto ondoso. Per questo motivo la maggior parte degli avvistamenti registrati di recente in Italia sono situati in prossimità di coste isolate, rocciose, alte, spesso in vicinanza di grotte accessibili solo dal mare (E. Dupré in Spagnesi & Toso 1999). L'utilizzo delle grotte marine è ritenuto essere un adattamento della specie per proteggersi dalla caccia a cui è stata sottoposta nel corso del tempo. Tuttavia, le esperienze maturate in condizioni di completa assenza di disturbo, laddove l'accesso umano è interdetto o limitato, indicano che in tali condizioni la specie frequenta anche le spiagge per riposare ed accudire la prole. La profondità massima di immersione nota per la specie è di 120m, mentre è noto che è in grado di compiere spostamenti su distanze massime pari a circa 280 km (Adamantopolou et al. 2011).
AmbienteMarino

Minacce

Principali minacceSi ritiene che la persecuzione diretta da parte dell'uomo sia uno degli elementi principali all'origine della drammatica diminuzione della specie. La cattura accidentale nelle reti da posta fisse rappresenta un ulteriore fattore di minaccia per gli esemplari giovani e subadulti (Karamanlidis et al. 2008). Non si può escludere che la specie possa essere esposta agli effetti dannosi derivanti dall'accumulo di inquinanti nei tessuti (Borrell et al. 1997); nei Focidi, la concentrazione di queste sostanze può risultare particolarmente elevata in quanto sono predatori apicali propensi ad accumulare le sostanze inquinanti presenti nella loro dieta, che è costituita esclusivamente da Pesci, Molluschi e Crostacei. Infine, bisogna rilevare la progressiva scomparsa di tratti di costa isolata adatti alla riproduzione, fattore questo determinante data la natura elusiva della Foca monaca e la sua sensibilità al disturbo antropico (E. Dupré in Spagnesi & Toso 1999).

Misure di conservazione

Misure di conservazioneIn Italia la Foca monaca gode formalmente da lungo tempo di un regime di protezione. Elencata in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE). Le attività di ricerca e di monitoraggio per questa specie devono essere fortemente incrementate.

Bibliografia

Adamantopolou, S., Androukaki, E., Dendrinos, P., Kotomatas, S., Paravas, V., Psaradellis M., Tounta, E., Karamanlidis A. (2011), Movements of Mediterranean monk seals (Monachus monachus) in the Eastern Mediterranean Sea. Aquatic Mammals n.37(3) pp. 256-261

Aguilar, A. (1999), Status of Mediterranean monk seal populations. In: Aloès (ed.). RAC-SPA, United Nations Environment Program (UNEP)., Tunisia pp. 60

Ardizzone, G., Argano, R., Boitani, L. (1992), Le declin du phoque moine en Italia et sa survie dans un context mèditerranèen. In: Conservation of the Mediterranean monk seal – Technical and scientific aspects. Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats.Environmental Encounters pp. 30-31

Karamanlidis A.A., Androukaki E., Adamantopoulou S., Chatzispyrou A., Johnson W.M., Kotomatas S., Papadopoulos A., Paravas V., Paximadis G., Pires R., Tounta E., Dendrinos P. (2008), Assessing accidental entanglement as a threat to the Mediterranean monk seal Monachus monachus. Endangered Species Research n.5 pp. 205-213

Mo, G. (2011), Mediterranean Monk Seal (Monachus monachus) Sightings in Italy (1998-2010) and Implications for Conservation. Aquatic Mammals n.37(3) pp. 236-240

Mo, G., Agnesi, S., Di Nora, T., & Tunesi, L. (2007), Mediterranean monk seal sightings in Italy through interviews: Validating the information (1998-2006). Rapports de la Commission Internationale pour l'Exploration Scientifique de la Mer Méditerranée. pp. 542


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