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Lepus europaeus


Non ApplicabileCarente di DatiLCQuasi MinacciataVulnerabileIn PericoloIn Pericolo CriticoEstinta nella RegioneEstinta in Ambiente SelvaticoEstinta

Tassonomia

RegnoPhylumClasseOrdineFamiglia
ANIMALIACHORDATAMAMMALIALAGOMORPHALEPORIDAE

Nome scientificoLepus europaeus
DescrittorePallas, 1778
Nome comuneLepre comune
Note tassonomicheLe popolazioni italiane di Lepre comune risultano attualmente costituite da un miscuglio di diverse razze e di un gran numero di ibridi. Ciò rende impossibile distinguere la forma indigena da quelle alloctone (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).

Informazioni sulla valutazione

Categoria e criteri
della Lista Rossa
Minor Preoccupazione (LC)
Anno di pubblicazione 2013
AutoriFrancesco Riga, Valter Trocchi
RevisoriUZI, Atit
CompilatoriCarlo Rondinini, Alessia Battistoni, Valentina Peronace, Corrado Teofili
RazionaleSebbene la popolazione sia declinata in modo consistente in passato, la popolazione ora è stabile o localmente in aumento e pertanto viene valutata a Minor Preoccupazione (LC).

Areale Geografico

DistribuzioneIn Italia era originariamente distribuita nelle regioni centro-settentrionali della penisola a nord di una linea immaginaria che va da Grosseto a Foggia. Dalla Toscana a Nord la specie è diffusa in modo continuo. A partire almeno dagli anni 1920-1930 la specie è stata introdotta artificialmente a scopo venatorio anche nelle regioni meridionali, in Sicilia e in Sardegna. Attualmente popolazioni localizzate sono presenti in tutte le regioni meridionali, con esclusione della Sicilia e della Sardegna (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999, F.M. Angelici & M. Spagnesi in Amori et al. 2008).

Popolazione

PopolazioneNegli ultimi cinquant' anni la situazione complessiva delle popolazioni di Lepre comune in Italia, come d' altronde in diversi altri paesi europei, è stata caratterizzata da una graduale diminuzione. La riduzione è stata consistente dagli anni '60 agli anni '90. Alcune popolazioni ora mostrano segni di ripresa. Buone consistenze si sono mantenute nelle aree protette ed in quelle caratterizzate da un' attenta gestione venatoria (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).
Tendenza della popolazioneIn aumento

Habitat ed Ecologia

Habitat ed Ecologia L'habitat tipico della lepre è rappresentato da ambienti aperti come praterie e steppe, ma anche zone coltivate, ambienti cespugliati e boschi di latifoglie. Nonostante preferisca zone pianeggianti e collinari, si spinge in montagna fino ai 2000 m slm sulle Alpi e 2600 m slm sulla catena appenninica (V. Trocchi & F. Riga, 2005; F.M. Angelici & M. Spagnesi in Amori et al. 2008).
AmbienteTerrestre
Altitudine
(metri sopra il livello del mare)
Max: 2600 m


Minacce

Principali minacceLe cause del declino vengono in genere attribuite sia alla modificazione quali-quantitativa degli ambienti adatti, dovuta ai moderni criteri di coltivazione (sensibile riduzione della diversità ambientale e delle superfici coltivate a foraggere, meccanizzazione, uso di pesticidi, abbandono delle zone agricole non meccanizzabili), sia all' elevata pressione venatoria. Localmente l' aumento dei predatori, e in particolare della Volpe (Vulpes vulpes) e dei cani randagi, può solo avere contribuito all' ulteriore rarefazione della specie, specialmente per le popolazioni introdotte annualmente (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).

Misure di conservazione

Misure di conservazioneLa specie necessita dell'applicazione di corretti modelli di gestione venatoria, affinché il prelievo venga rapportato alla produttività naturale. Ne consegue l' abbandono della pratica del ripopolamento, che negli ultimi cinquant' anni è stata attuata principalmente con animali importati da altri paesi ed ha determinato due effetti negativi: la diffusione di nuovi agenti patogeni e l' introduzione di forme alloctone (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).

Bibliografia

Amori, G., Contoli, L., Nappi, A. (2008), Fauna d'Italia, Mammalia II: Erinaceomorpha, Soricomorpha, Lagomorpha, Rodentia Calderini, Bologna

Trocchi, V. & Riga, F. (2005), I Lagomorfi in Italia. Linee guida per la conservazione e la gestione. Documenti tecniciMin. Politiche Agricole e Forestali – Ist. Naz. Fauna Selvatica pp. 128


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